Un passo avanti
Il Cav. contrattacca alla Camera, Napolitano frustra gli aventiniani
Silvio Berlusconi si prepara a chiedere oggi la fiducia alla Camera tenendo un discorso di prospettiva che punta dritto al 2013. Le opposizioni sono compatte sulla linea dell’Aventino. Pd, Idv e Terzo polo hanno deciso di restare fuori dall’Aula durante l’intervento del premier “per non essere complici di una situazione intollerabile”. E’ anche in conseguenza di questa scelta, e della posizione stabilizzatrice confermata ieri dal Quirinale, che nel Pd si agitano commenti di censura nei confronti di Giorgio Napolitano.
17 AGO 20

Berlusconi avrebbe preferito tenere il discorso già ieri pomeriggio, ma dopo una riunione della Giunta per il regolamento, e a seguito di contatti tra la presidenza della Camera e i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, il governo ha accettato di rinviare il discorso a oggi. Ma non di buon grado. Settori del Pdl hanno accusato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, di aver lavorato assieme alle opposizioni per conquistare un rinvio che tiene “sulla graticola” ancora per qualche giorno il governo. Per alcune ore anche la Lega ha manifestato con forza critiche nei confronti di Fini, un atteggiamento che si è sorprendentemente e rapidamente modificato dopo la nota con la quale il Quirinale esprimeva ieri un formale ringraziamento a Fini “per l’impegno e il lavoro svolto”. A Palazzo Chigi, e ai vertici del gruppo parlamentare del Pdl, non vogliono grane con il Quirinale e dunque – se necessario – la maggioranza è persino disponibile a fare buon viso a cattivo gioco nei confronti del presidente della Camera.
I numeri a Montecitorio non sembrano preoccupare il presidente del Consiglio. Pdl e Lega, secondo le previsioni di Denis Verdini (al cui lavoro di calcolo e puntellatura si è affiancata Daniela Santanchè), dovrebbero riuscire a contare oggi su almeno 322 voti. D’altra parte, nonostante la confusione di martedì e l’agitazione provocata dalle mosse di Claudio Scajola, non esistono alternative al governo in carica. Berlusconi ha incontrato ieri, ancora, Scajola, e l’ex ministro offre questa sintesi dell’incontro: “L’amicizia viene prima di tutto”. Voterà, assieme al suo gruppo di deputati, la fiducia al governo e al premier. Dichiarazioni di lealtà, tuttavia, che non arrivano gratis. Al Cavaliere, Scajola ha chiesto garanzie sulla ricandidatura degli uomini a lui più vicini, l’azzeramento degli incarichi direttivi all’interno del Pdl (fatto salvo il segretario Angelino Alfano), e ha poi avanzato una serie di richieste per i propri uomini, che punta a inserire in posizioni chiave e di potere: Paolo Russo coordinatore del Pdl in Campania, Salvatore Cicu al coordinamento del Pdl in Sardegna. Per ora il Cavaliere ha detto di sì.